Programma delle presentazioni librarie nei mesi di Giugno – Luglio e Agosto 2026
INCONTRI CON L’AUTORE
13 giugno – “Scrittoricchio”
Scrittoricchio fa nascere impressioni che arricchiscono la giornata, emozioni, ricordi, empatie, sensazioni, magari anche irritazioni e sdegno, riempiendo le pagine di racconti come versasse del buon vino nel bicchiere. Il nonno dello scrittoricchio a 102 anni non ci stava più tanto con la testa ma ancora leggeva e ridacchiando sdentato, parafrasando senza pudore un detto popolare, diceva allegramente: un racconto al giorno leva il medico di torno.
Leandro Lucchetti ha lavorato come sceneggiatore e aiuto regista, fin dai primi anni ’70 ed ha esordito nel 1983 come regista del film Maledetta Euridice.
Dal 1986 al 1987 ha diretto la regia del programma televisivo Più sani e più belli.
Nel 1988 dirige e scrive sceneggiatura e soggetto del film La vendetta. Nel 1991 è lo sceneggiatore
ed il regista del lungometraggio Caged – Le prede umane.
Nel 2016 pubblica il suo primo romanzo, Amorosi sensi.
4 Luglio – Vento Fine
Poche cose contano come una voce che arriva da lontano nel tempo. Vent fin, vent du matin, vent que souffle… La canzone del vento non l’hanno mai dimenticata; come fosse un tratto di famiglia è sempre rimasta con loro.» Nordest italiano, 1943. Il militare neozelandese Dwight, fatto prigioniero dagli italiani, viene trasferito in Carnia per lavorare alla costruzione della diga sul torrente Lumiei. Nella solitudine montana di Sauris conosce Ida, una giovane contadina dal carattere fiero e silenzioso. Tra fughe notturne e legami clandestini, la loro storia si intreccia con il fermento della Resistenza e il dolore di un’Italia lacerata. Dopo la guerra, nel 1965, Dwight torna tra le montagne che hanno segnato la sua giovinezza per ritrovare l’amore perduto, ma ad attenderlo ci saranno il peso dei ricordi e una rivelazione capace di cambiare ogni prospettiva sul passato. Sullo sfondo di una Carnia aspra e poetica, si sviluppa un romanzo intenso, appassionato e profondamente umano, che intreccia la forza dell’amore con le ferite della memoria e il coraggio della riconciliazione.
VENTO FINE: UN ROMANZO POTENTE CON AL CENTRO LA CARNIA, LA RESISTENZA E IL DOLORE DI UN’ITALIA FERITA
Già finalista come inedito al Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza 2023, “Vento fine” si impone come un’opera capace di esplorare le zone più oscure e vulnerabili dell’essere umano, intrecciando memoria, istinto e identità in una narrazione potente e raffinata. Un romanzo destinato a rimanere impresso nel lettore come un vento che ritorna.
Silva Ganzitti, friulana, vive a Buja, in provincia di Udine. Editor freelance, è direttore artistico di «Incontri a Nordest», festival culturale a cura dell’associazione gemonese Valentino Ostermann. Ama camminare per boschi e colline e il turismo lento. Scrive per riviste cartacee e online e i suoi lavori hanno ricevuto premi e riconoscimenti a livello nazionale.
18 Luglio – Matilda Sulla Nuvola
Daniela Dose, nasce a Milano nel 1961. Con marito e due figli attualmente residente a Pordenone. Laureata in Filosofia a e lettere, Diplomata in Scienze religiose e giornalista pubblicista dal 1999.Collabora con il Gazzettino di Pordenone e da molti anni con radio e televisioni locali.
Nel 1999 ha ideato il progetto di lettura di # abe ad alta voce “Matilda: mi racconti una storia?”, rivolto ai bambini e ai loro genitori. Il progetto è stato attuato nelle sale d’aspetto degli ambulatori pediatrici e del centro Materno infantile di Pordenone, biblioteche di quartiere ed è presente nella Biblioteca civica di Pordenone. Da 14 anni ha avviato il progetto “Leggiamo insieme”, un percorso di lettura ad alta voce per i ragazzi delle superiori. Inoltre, tiene conferenze sul valore della fiaba e l’importanza della lettura ad alta voce ed incontri su Fiaba e malattia con specialisti del settore. Numerose sono le sue pubblicazioni, spesso segnalate o vincitrici in numerosi premi letterari.
25 Luglio – Oltrefrontiera
“Una rara testimonianza delle realtà di frontiera e dei fenomeni migratori da parte di un funzionario di Polizia”
Dal Centro di accoglienza di Lampedusa, a Ventimiglia, alla Bosnia- Erzegovina, Libia, Kosovo, Albania, Leopoli e, infine, Trieste. Un vissuto che parla di persone, storie e geografie, progetti e di saper costruire reti. Dal controllo passaporti sull’Orient Express, al rapimento a Tripoli del primo ministro libico, da un eclatante furto a Sarajevo, a Belgrado con Diego Armando Maradona, un ferragosto nell’enclave serba di Velika Hoča, il palmeto di Ghadames, la città costruita sotto la sabbia del deserto, dove transitano le piste dei trafficanti di esseri umani, le montagne maledette in Albania, infine, tra migrazioni e contrabbandieri, la cosmopolita rotta balcanica. Perché i confini, anche se cerchi di ignorarli, vengono sempre a bussarti alla porta, tra guerre, rotte migratorie, terrorismo e criminalità.
Giuseppe Colasanto, vice questore della Polizia di Stato, ha a lungo camminato sui confini. Poliziotto di frontiera, ha prestato servizio da Lampedusa, a Ventimiglia, a Trieste, ha partecipato negli anni a svariate missioni di polizia all’estero, sotto l’egida dell’Unione europea, di post-conflict a supporto di istituzioni e popolazioni locali in zone definite difficili come l’area balcanica, o in operazioni di capacity building di stabilizzazione e ricostruzione ad alto rischio, come in Libia e Medio-Oriente. È così divenuto un “viaggiatore stanziale”, colto da una fascinazione magnetica verso luoghi legati a realtà di confine, tra frontiere che sono l’attuale Babele del mondo. Giuseppe Colasanto parla inglese, francese e arabo e ora, quale funzionario dell’agenzia UE International Centre for Migration Policy Development, è dislocato presso la sede di Amman, Giordania, quale Border Management Specialist per la Polizia di frontiera e agenzie delle dogane di Giordania e Libano.
8 Agosto – Oro Colato
Luigi Casanova (1955), bellunese, già Custode forestale nelle Valli di Fiemme e Fassa e ora in pensione, è una voce storica dell’ambientalismo. Il suo impegno sociale è nato nell’antimilitarismo e nel Movimento Nonviolento. È stato presidente di Mountain Wilderness Italia e oggi ne è presidente onorario.
Milano Cortina 2026 doveva essere il miracolo a “costo zero”: sostenibile, trasparente, con una legacy capace di rilanciare le montagne e fermare lo spopolamento. E Milano, capitale dei “grandi eventi” e dei palazzinari, il cuore pulsante dei Giochi perfetti. E invece. L’oro olimpico promesso si è sciolto come neve al sole, colando tra le mani delle comunità per finire nelle tasche di pochi. Tra il luccichio dei cinque cerchi e il cemento dei cantieri, il sogno olimpico si è trasformato in una scia di spese folli, infrastrutture inutili e promesse tradite. C’è l’oro del dispendio collettivo: da Milano, dove l’Arena e il Villaggio olimpico privati beneficiano di sostegni pubblici, a Cortina, dove la pista di bob inghiotte quasi 130 milioni di euro e 800 larici secolari, passando per la Valtellina fino alla Val di Fiemme. L’oro opaco della Fondazione Milano Cortina 2026, che si proclama privata ma con garanzie pubbliche, tra inchieste e affari con colossi alla Deloitte. L’oro negato, con montagne senza servizi, scuole chiuse, bacini idrici a uso di pochi ma pagati da tutti, mentre la vita delle valli resta ai margini. Coniugando il rigore dell’inchiesta giornalistica e la passione dell’animo ambientalista, “Oro colato” dice chi ha “vinto” e chi ha “perso” davvero. La verità, in questo caso, pesa più dell’oro.
Un libro di inchiesta e riflessione che non vuole ricostruire solo “come è andata” ma fornire idee e strumenti per un modello diverso dai “grandi eventi”.
22 Agosto – Il Bistrot dei Duval
A Tizi non piace il suo nome. Non le piacciono molte cose, tra cui gran parte delle persone. Quando deve prendere la corriera per tornare a casa da scuola e si trova senza soldi, però, si imbatte in quello che le pare un omone così improbabile che decide di dargli una possibilità: gli chiederà i soldi per il biglietto. Da questo incontro fortuito nascerà un viaggio, apparentemente improvvisato, in cui la ragazza trascinerà con sé un poco convinto Alfonso. Lontano da casa, tra nuove esperienze e conoscenze, entrambi si troveranno ad affrontare sé stessi e a confrontarsi con il loro passato.
Daniela Foschi nasce nel 1974 a Grado, in provincia di Gorizia. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Monfalcone e, dopo la maturità scientifica, si iscrive all’università di Trieste, dove, nel 1998, si laurea in Fisica Nucleare. Consegue un master in Information Technology al Politecnico di Milano e ha due esperienze di lavoro in campo informatico a Trieste. Dal 2006 vive con la famiglia a Cividale del Friuli, dove insegna matematica al Liceo Scientifico. Daniela Foschi è il suo pseudonimo e nel 2024 ha pubblicato il suo primo romanzo, Il cerchio di Ercole, iscrivendosi così all’Associazione Scrittori FVG.


